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#RoadToAIcompass2026: Non progettare i ruoli. Progetta il lavoro - Episodio 3 di 8

Scritto da Dino De Luca | Sep 17, 2026, 7:30:00 AM

Per oltre un secolo abbiamo costruito le organizzazioni partendo da una domanda molto semplice: chi deve fare cosa?

Da questa domanda sono nati organigrammi, job description, mansionari, responsabilità e, più in generale, il modo stesso in cui concepiamo il lavoro. Il mansionario aziendale, in fondo, è sempre stato il tentativo di fissare per iscritto qualcosa che, nella realtà, cambia continuamente.

Ogni ruolo rappresenta infatti un insieme di attività. Al suo interno convivono compiti strategici e operativi, decisioni importanti e attività ripetitive, relazioni umane e semplici operazioni amministrative. L'Intelligenza Artificiale cambia radicalmente questo presupposto, non perché elimini i ruoli, ma perché rende finalmente possibile separare il lavoro dalle persone che lo svolgono.

Il ruolo è stato una straordinaria semplificazione

Pensiamo a un buyer. Quando leggiamo questa parola immaginiamo immediatamente una figura professionale con responsabilità ben precise. Se, però, osserviamo da vicino la sua giornata, scopriamo che il suo lavoro è in realtà composto da decine di attività molto diverse tra loro: ricerca nuovi fornitori, confronta offerte, legge contratti, analizza dati, scrive e-mail, negozia condizioni, partecipa a riunioni, produce report e prende decisioni. È un esempio che vale per la maggior parte dei ruoli aziendali: dietro un titolo apparentemente semplice si nasconde sempre un mosaico di attività molto diverse tra loro. 

Alcune di queste attività richiedono esperienza, capacità di giudizio e conoscenza del contesto. Altre consistono soprattutto nella raccolta di informazioni, nella ricerca, nel confronto di dati o nella preparazione di documenti.

Fino a ieri era inevitabile che fossero svolte dalla stessa persona. Oggi, invece, l'Intelligenza Artificiale rende possibile una diversa distribuzione del lavoro.

Il lavoro è fatto di attività, non di ruoli

L'errore che molte aziende rischiano di commettere è chiedersi quali ruoli potranno essere sostituiti o affiancati dall'AI. È una domanda comprensibile, ma parte dal presupposto sbagliato.

La domanda corretta è un'altra: quali attività compongono quel ruolo? È proprio sulle attività, infatti, che interviene l'AI, e non sul titolo riportato sul biglietto da visita.

Un responsabile amministrativo continuerà a essere responsabile, un progettista continuerà a progettare e un medico continuerà a curare i pazienti. Ciò che cambia è il modo in cui arrivano alle decisioni, perché l'AI elimina parte del lavoro preparatorio, riduce il tempo dedicato alla ricerca delle informazioni, produce analisi preliminari, organizza documenti, evidenzia anomalie e propone alternative. Il ruolo rimane, ma il contenuto del lavoro cambia profondamente.

Dalla Job Description al Work Design

Le aziende hanno investito molto tempo nel definire ruoli sempre più precisi. L'obiettivo era chiarire responsabilità, evitare sovrapposizioni e garantire efficienza. La job description, in questo senso, è stata per decenni lo strumento principale per definire i ruoli aziendali: un documento statico, pensato per un mondo in cui il lavoro cambiava lentamente. 

Con l'AI, però, questa logica rischia di diventare un limite, perché il lavoro diventa sempre più dinamico, distribuito e collaborativo. Inizia così ad affermarsi un concetto destinato con ogni probabilità a diventare centrale nei prossimi anni: Work Design.

Progettare il lavoro significa smettere di ragionare per ruoli e iniziare a ragionare per capacità. Quali attività richiedono creatività? Quali richiedono esperienza? Quali consistono soprattutto nella ricerca di informazioni? Quali possono essere preparate da un agente AI? Quali devono rimanere completamente umane?

La progettazione, quindi, non riguarda più soltanto la persona, ma il flusso di lavoro nel suo insieme.

Il lavoro diventa componibile

Questa prospettiva apre uno scenario completamente nuovo. Immaginiamo di dover progettare da zero il processo di preparazione di una proposta commerciale. Non partiremo più chiedendoci quale commerciale debba svolgere ogni attività. Più probabilmente costruiremo una sequenza completamente diversa: un agente raccoglie automaticamente le informazioni sul cliente, un altro analizza le opportunità commerciali precedenti e un terzo prepara una prima bozza dell'offerta.

A quel punto il commerciale interviene per costruire la strategia di vendita, personalizzare la proposta e negoziare con il cliente. Il risultato finale rimane lo stesso, ma il processo di lavoro è stato completamente ridisegnato.

Non abbiamo semplicemente automatizzato il processo esistente, ma lo abbiamo ricomposto. Ed è proprio questo il vero potenziale dell'Intelligenza Artificiale.

Le competenze cambiano valore

Quando il lavoro viene riprogettato, cambia inevitabilmente anche il valore delle competenze.

Le capacità tecniche rimangono importanti, ma da sole non bastano più. Diventano sempre più centrali competenze che fino a pochi anni fa consideravamo quasi "soft": pensiero critico, capacità di sintesi, problem solving, leadership, comunicazione, interpretazione del contesto e decision making. Si tratta, in definitiva, di competenze professionali sempre più simili a competenze manageriali, indipendentemente dal ruolo o dal livello gerarchico ricoperto. 

Non perché l'AI non possa svolgere parte di queste attività, ma perché qualcuno dovrà continuare a definire gli obiettivi, valutare le alternative, assumersi la responsabilità delle decisioni e comprendere le implicazioni di ciò che accade.

Più l'AI sarà in grado di svolgere attività operative, più aumenterà il valore delle competenze umane. È un apparente paradosso, ma è esattamente ciò che sta iniziando ad accadere.

Le organizzazioni che vinceranno

Molte aziende stanno investendo nella formazione sull'utilizzo degli strumenti di AI. È un passaggio necessario, ma probabilmente non sarà sufficiente.

Le organizzazioni che otterranno il maggiore vantaggio competitivo saranno quelle capaci di ripensare il lavoro prima ancora di insegnare alle persone a utilizzare un nuovo strumento.

La vera innovazione, infatti, non consiste nell'avere un Copilot in più, ma nell'aver ridisegnato il modo in cui il valore viene creato. È una differenza sottile, ma decisiva. Ridisegnare ruoli e attività richiede infatti competenze specifiche di adoption e change management, per accompagnare le persone nel nuovo modo di lavorare.

Le aziende continueranno ad avere direttori commerciali, buyer, controller, progettisti, responsabili HR e customer service, ma il loro lavoro sarà profondamente diverso da quello che conosciamo oggi. Non perché cambieranno i ruoli, bensì perché cambierà ciò che accade al loro interno.

Per oltre un secolo abbiamo progettato le persone intorno al lavoro. Oggi, invece, possiamo iniziare a progettare il lavoro intorno alle capacità, umane e artificiali.

Il prossimo passo

Quando si riprogetta il lavoro, inevitabilmente si finisce per mettere mano anche ai processi.

Ed è proprio qui che molte aziende rischiano di limitarsi ad accelerare ciò che già esiste. L'AI, però, offre un'opportunità molto più ambiziosa: non quella di rendere i processi più veloci, ma di ripensare i processi aziendali e, quando necessario, riscriverli completamente.

Ed è proprio questo il tema del prossimo episodio. Episodio 4 – L'AI non accelera i processi. Li riscrive.

Ripensare il lavoro significa entrare nel cuore dei processi aziendali. È proprio questo l'obiettivo della nostra Expedition Unit, un percorso in cui consulenti di business, esperti di dominio e specialisti AI lavorano insieme per ridisegnare attività e processi prima ancora di sviluppare agenti o applicazioni. Perché il vero valore nasce dal redesign, non dall'automazione.

Durante AI Compass 2026 dedicheremo spazio proprio al tema del Work Design, analizzando come cambiano ruoli, responsabilità e organizzazione quando il lavoro viene ripensato alla luce delle nuove capacità offerte dall'Intelligenza Artificiale.

Domande frequenti

Cosa significa "Work Design"? Significa progettare il lavoro partendo dalle attività e dalle capacità (umane e artificiali) necessarie per svolgerle, invece di partire dai ruoli già esistenti in azienda.

Qual è la differenza tra job description e Work Design? La job description descrive un ruolo in modo statico; il Work Design scompone quel ruolo in singole attività e decide, per ciascuna, se debba restare umana, essere supportata dall'AI o essere affidata a un agente.

I ruoli aziendali spariranno con l'AI? No: i ruoli restano (buyer, progettista, controller...), ma cambia profondamente il contenuto del lavoro che ciascuno svolge al loro interno.

Come si riprogetta un processo tenendo conto dell'AI? Analizzando le singole attività che lo compongono e capendo quali possono essere svolte da soluzioni di intelligenza artificiale, quali richiedono ancora supervisione umana e quali devono restare completamente umane.

AI Compass 2026 — 29 ottobre 2026, Ruote da sogno, Reggio Emilia

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