Inizialmente abbiamo descritto gli agenti AI come l'evoluzione dei chatbot. Poi li abbiamo chiamati assistenti intelligenti. Infine è arrivata una nuova definizione: AI Agents.
Nel frattempo si è affermata anche l'espressione intelligenza artificiale agentica, che descrive proprio questa capacità di agire in autonomia verso un obiettivo.
Il problema è che tutte queste espressioni raccontano soltanto una parte della storia, perché continuano a collocare gli agenti nella categoria degli strumenti. E uno strumento, per definizione, rimane inattivo finché qualcuno non decide di utilizzarlo.
Un foglio Excel non prende iniziative, un CRM non propone strategie commerciali e un gestionale non decide autonomamente di verificare un'anomalia. Gli agenti AI, invece, iniziano a comportarsi in modo diverso ed è proprio questo che li rende una nuova forza lavoro digitale, più che semplici strumenti software. Capire cosa sono gli agenti AI, quindi, non è un esercizio terminologico: è il primo passo per progettare correttamente il lavoro che dovranno svolgere.
Dall'esecuzione all'iniziativa
Pensiamo a come utilizziamo oggi un assistente conversazionale: gli poniamo una domanda, riceviamo una risposta e la conversazione termina. Il modello è semplice ed è basato sulla logica domanda-risposta.
Un agente AI, invece, funziona secondo uno schema completamente diverso. Riceve un obiettivo, pianifica le attività necessarie, recupera informazioni, interagisce con altri sistemi, controlla il risultato e, se necessario, corregge il proprio lavoro prima di restituire un output.
In altre parole, non si limita a eseguire un comando, ma gestisce un'attività. Può sembrare una differenza tecnica, ma in realtà rappresenta soprattutto una trasformazione organizzativa.
Quando il software inizia a lavorare
Per anni siamo stati abituati a software che elaboravano dati. Oggi iniziamo invece ad avere software che svolgono lavoro. La differenza cambia profondamente il modo in cui progettiamo le organizzazioni.
Immaginiamo un ufficio tecnico. Ogni mattina arrivano nuove richieste. Un agente potrebbe leggerle, classificarle, verificare la completezza della documentazione e recuperare progetti simili sviluppati in passato. Potrebbe inoltre individuare eventuali criticità e preparare una proposta preliminare.
A quel punto il progettista interviene quando servono competenza, esperienza e capacità decisionale. Il lavoro, quindi, non viene sostituito ma redistribuito. Ed è proprio questa redistribuzione del lavoro che rappresenta la vera innovazione dell'AI.
Un nuovo tipo di collega
Forse il modo migliore per comprendere gli agenti è smettere di considerarli semplicemente software.
Naturalmente non sono persone: non possiedono coscienza, non hanno responsabilità giuridica e non comprendono il contesto umano come lo comprendiamo noi.
Dal punto di vista organizzativo, però, iniziano ad assumere caratteristiche che ricordano sempre di più quelle di un collaboratore. Hanno uno scopo, ricevono incarichi, possono specializzarsi, collaborano con altri agenti e producono risultati. In alcuni casi operano anche in autonomia, entro limiti ben definiti.
Per questo motivo non sono semplicemente applicazioni, ma soggetti operativi. È anche la ragione per cui il termine "agente AI" descrive molto meglio questa evoluzione rispetto alla parola "assistente".
Una forza lavoro specializzata
È improbabile che un'unica AI sia in grado di fare tutto, così come in un'azienda non esiste una sola persona capace di svolgere ogni mestiere. Stiamo invece assistendo alla nascita di agenti AI specializzati, ciascuno progettato per uno specifico ambito di attività. Sempre più agenti AI in azienda nascono proprio per coprire un singolo dominio di competenza, esattamente come farebbe un professionista specializzato.
Alcuni ricercano informazioni, altri verificano la conformità normativa, preparano report, analizzano dati, controllano la qualità oppure coordinano il lavoro degli altri agenti. È esattamente questa la logica dei sistemi multi agente: più agenti specializzati che collaborano invece di un unico modello che prova a fare tutto.
Il risultato è una sorta di organizzazione digitale parallela, composta da competenze artificiali che collaborano tra loro e con le persone, esattamente come avviene nei team umani.
Per questo motivo parlare semplicemente di "strumenti AI" rischia di essere riduttivo. Stiamo costruendo una nuova forza lavoro digitale.
Cambia anche il ruolo delle persone
Ogni volta che emerge una nuova tecnologia, la prima domanda riguarda inevitabilmente la sostituzione delle persone.
La questione centrale, però, è un'altra. Se una parte crescente del lavoro operativo viene svolta dagli agenti, quale diventa il contributo distintivo delle persone?
La risposta non risiede più nell'esecuzione delle attività, ma nella capacità di progettare, interpretare e decidere. Le persone definiscono gli obiettivi, comprendono il contesto, gestiscono le eccezioni, prendono decisioni, si assumono la responsabilità delle conseguenze, costruiscono relazioni e guidano l'innovazione.
In altre parole, l'Intelligenza Artificiale non elimina il lavoro umano, ma ne aumenta il livello di astrazione.
Ed è proprio per questo che le organizzazioni avranno bisogno di competenze sempre più evolute, e non del contrario.
Il vero cambiamento non è tecnologico
Molte aziende stanno discutendo quale piattaforma utilizzare per sviluppare agenti: Copilot Studio, Azure AI Foundry, Google Vertex AI, Amazon Bedrock, LangGraph o framework open source. Sono decisioni importanti, ma rischiano di spostare l'attenzione sul problema sbagliato.
La domanda, infatti, non è quale tecnologia utilizzare. La vera domanda è molto più semplice: quale lavoro vogliamo affidare ai nostri collaboratori digitali? Finché continuiamo a vedere gli agenti come semplici strumenti, anche la risposta rimarrà limitata.
Quando iniziamo invece a considerarli come parte integrante della forza lavoro aziendale, cambia completamente il modo in cui progettiamo processi, ruoli e organizzazione.
Naturalmente tutto questo apre una questione fondamentale. Se un agente può accedere ai dati aziendali, prendere iniziative, collaborare con altri agenti e contribuire ai processi decisionali, chi ne definisce i limiti? Chi controlla cosa può fare? Chi verifica che operi nel modo corretto?
Con gli agenti AI la governance non è un tema da affrontare alla fine dei progetti, ma inizia nel momento stesso in cui nasce il primo agente. Ed è proprio questo il tema del prossimo episodio.
Episodio 7 – La governance inizia dal primo agente.
In Impresoft 4WARD vediamo gli agenti come una naturale evoluzione del software tradizionale. Per questo progettiamo e sviluppiamo AI Agent e sistemi multi-agente capaci di collaborare tra loro e con le persone, integrandosi con dati e applicazioni aziendali.
La tecnologia, però, rappresenta soltanto una parte del lavoro: il vero valore nasce dalla progettazione del ruolo che ogni agente svolgerà all'interno dell'organizzazione.
Il tema di come progettare, orchestrare e far collaborare gli agenti AI sarà uno degli argomenti più attesi di AI Compass 2026, attraverso demo, casi concreti e testimonianze di aziende che stanno già sperimentando questa nuova forma di collaborazione.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra agente AI e chatbot? Un chatbot risponde a una domanda e la conversazione finisce lì; un agente AI riceve un obiettivo, pianifica le attività necessarie, interagisce con altri sistemi e porta a termine il compito in autonomia.
Gli agenti AI possono lavorare senza supervisione umana? In alcuni casi sì, entro limiti ben definiti; ma restano comunque soggetti a governance e controllo, soprattutto nelle attività con impatto diretto sul business.
Che tipo di attività può svolgere un agente AI in azienda? Può ricercare informazioni, verificare la conformità normativa, preparare report, analizzare dati, controllare la qualità o coordinare il lavoro di altri agenti, a seconda della specializzazione.
Esistono già esempi concreti di agenti AI in produzione? Sì: un esempio è LUCA, l'agente AI sviluppato con Lega Basket Serie A per trasformare le statistiche del campionato in insight e contenuti.
AI Compass 2026 — 29 ottobre 2026, Ruote da sogno, Reggio Emilia
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