Il paradiso delle PMI è nel Cloud

Dalle startup appena nate alle piccole imprese familiari, sono molte le realtà che possono trarre giovamento dal passaggio al Cloud Computing.
Risparmio, sicurezza e aggiornamento tecnologico tra i vantaggi principali.

Il Cloud è qui per restare: sono trascorsi ormai anni da quando questa parola ha cominciato a circolare nel mondo dell’informatica e i concetti che si celano sotto l’ombrello “Cloud Computing” sono andati consolidandosi e affermandosi. Oggi la nuvola non è (più) una semplice riproposizione di un archivio o server remoto che le aziende possono scegliere di acquistare al posto del classico server aziendale: Cloud significa oggi soprattutto la fornitura di servizi che arricchiscono e completano gli strumenti tecnologici a disposizione delle imprese, tutto offerto a un prezzo concorrenziale e con garanzie maggiori per quanto attiene la sicurezza e la robustezza dei sistemi.

I dubbi delle aziende

Lo scetticismo con il quale venne accolto il Cloud Computing in passato è andato rapidamente dissolvendosi non appena ci si è resi conto che si era davanti a un vero e proprio salto generazionale e non a vecchi prodotti a cui era stato semplicemente cambiato nome, come qualcuno temeva. Rispetto a quanto accadeva già negli anni ’60 del secolo scorso, molto è cambiato: si sono evolute le tecnologie sia per quanto attiene il software che gira sui server, che per quanto riguarda client dell’utente finale; c’è stata la rivoluzione del mobile e la banda larga oggi è una realtà affermata praticamente dappertutto.

migrazione cloud USA

Quasi l’80% delle PMI d’oltreoceano punta a migrare la totalità dei propri servizi informatici sulla nuvola entro il prossimo anno, proprio per approfittare dei vantaggi tecnici ed economici che questo tipo di soluzione è in grado di garantire. A guidare questa rivoluzione sono soprattutto le aziende che si occupano di finanza e di contabilità, seguite dall’e-commerce (fonte Cisco): sono questi i due settori che più di altri oggi stanno ottenendo benefici diretti da questo tipo di migrazione verso.

Nella pratica questo si traduce in strumenti decisamente più semplici da utilizzare: un browser è un software familiare che chiunque usa ogni giorno su PC e smartphone; uno storage remoto che viene gestito dalla stessa finestra e con la stessa modalità con cui si copiano e incollano i propri documenti sul proprio disco locale, elimina le vecchie complicazioni. Inoltre i servizi moderni sono ormai quasi tutti pensati per l’integrazione: è finita l’epoca delle incompatibilità di formati e linguaggi, spesso e volentieri chi sceglie di affidarsi al Cloud scopre che è possibile connettere tra loro strumenti che assieme mettono a disposizione risorse decisamente superiori al passato. Un esempio su tutti: analytics e business intelligence, ottenute direttamente dal contenuto delle email, o un CRM in grado di attingere ai fogli di calcolo per ottenere previsioni e stime in tempo reale.

Più sicurezza, meno costi

Il principale freno all’adozione delle tecnologie Cloud è costituito dal timore relativo la perdita di dati, i rischi di interruzioni nell’erogazione del software o che qualcuno possa accaparrarsi informazioni preziose sulla proprietà intellettuale della propria azienda. Dubbi che la consulenza di chi in questo settore è un interlocutore riconosciuto da anni, come 4ward, può fugare in pochi minuti.

In realtà i rischi maggiori si corrono quando si sceglie di tenere le proprie informazioni custodite gelosamente sul piccolo server aziendale, ospitato nella sala server: un’azienda, soprattutto se si tratta di una PMI, non ha i mezzi economici e spesso neppure le tutte le competenze tecniche necessarie in fatto di sicurezza per dotarsi dello stesso tipo di tecnologia che  i grandi fornitori di servizi Cloud hanno messo in piedi nei propri datacenter. L’investimento in termini di storage sicuro e ridondante, di backup multipli, di identificazione sicura per monitorare gli accessi, di hardware veloci e affidabili, di personale sempre aggiornato che cura hardware e software, è all’ordine del giorno quando come nel caso di 4ward si gestisce un servizio Cloud. I tempi di risoluzione di un problema sono quattro volte più rapidi dei vecchi sistemi di backup (fonte Business2Community): il risparmio in termini di fatturato perso possono essere nell’ordine di migliaia o anche di decine di migliaia di euro.

C’è poi anche il tema della compliance, ovvero del rispetto delle regole nazionali e internazionali per ciò che attiene la conservazione e la privacy dei dati. Le leggi e le norme cambiano e si evolvono, diventando sempre più complesse e ramificate: ancora una volta, un service provider Cloud può permettersi di dedicare risorse umane e finanziarie esclusivamente a questo aspetto, provvedendo in prima persona a certificare il servizio offerto. Il 62% delle aziende che adotta il Cloud per il proprio business afferma di aver ricevuto benefici per quanto attiene la sicurezza e il rispetto delle norme sulla privacy grazie a questa scelta (fonte Microsoft).

Cloud Security Microsoft

Lo spazio per crescere

Scegliere di passare al Cloud non significa soltanto avere accesso ai propri dati sempre e dovunque, con qualsiasi device (fonte Forbes): senz’altro la disponibilità di strumenti avanzati come Office 365 di Microsoft costituiscono un’attrattiva importante, ma va anche tenuto conto della direzione intrapresa in questi anni dallo sviluppo della tecnologia.

Un software che si trasforma in servizio, e dunque viene erogato tramite Cloud, può essere continuamente aggiornato e migliorato senza la necessità di installare aggiornamenti continui (fonte Bloomberg). La stessa fornitura del prodotto è immediata: non si è più costretti a prevedere una rete di distribuzione, o a stimare i costi da sobbarcarsi per mettere in piedi un magazzino con una giacenza adeguata di scatole e scatoloni: basta un clic per mettere a disposizione 10, 100 o 1.000 copie di un prodotto che il cliente può iniziare subito a usare. Se si aggiunge nuovo personale non occorre investire migliaia di euro in hardware e licenze: basta un laptop e una spesa di pochi euro al mese per aggiungere un account ai servizi già sottoscritti dall’azienda, e inoltre il nuovo dipendente avrà accesso immediato a tutte le informazioni già presenti nel repository aziendale. Il 70% delle aziende punta ad aggiornare i propri servizi ERP per l’erogazione via Cloud entro il 2018, per ottenere vantaggi in termini economici e di qualità del servizio (fonte Gartner): secondo il 74%dei CFO interrogati sul tema, l’adozione del Cloud è una delle scelte che ha il maggior impatto diretto  sulla riduzione dei costi della propria organizzazione (fonte BDO).

font BDO impatto tecnologia Cloud business

Un discorso analogo può anche essere fatto per le aziende, soprattutto se si tratta di startup o PMI, che puntano a offrire in prima persona servizi di questo tipo: non è più necessario investire cifre consistenti per accrescere la propria infrastruttura informatica, costretti a stimare il picco di utilizzo o la potenziale crescita futura: le aziende possono semplicemente decidere in ogni momento di accendere o spegnere un server in più, o magari di replicare il servizio in un altro continente: il costo di queste azioni è ridotto notevolmente e non obbliga a costosi investimenti che un cambio di scenario o di tecnologia potrebbe rendere vani. La scelta del Cloud può far risparmiare fino a 40 volte rispetto ad un’installazione tradizionale (fonte Microsoft): risorse che possono essere liberate dalla spesa in infrastruttura e reinvestite immediatamente nell’impresa (fonte Rackspace).

Infine, esiste sempre la possibilità di scegliere una soluzione ibrida che unisca i vantaggi del Cloud a quelli dell’approccio tradizionale on-premise: scegliere il partner giusto può fare la differenza, guidando con esperienza chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.

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